Nel mondo, milioni di persone convivono ogni giorno con problemi di udito più o meno gravi: in Italia, le stime parlano del 12% circa della popolazione. Tra i disturbi più comuni, il calo uditivo, noto in campo medico come ipoacusia, è quello più diffuso. Contrariamente a quanto si pensi, esso colpisce individui di ogni età, inclusi neonati e giovani adulti (anche se gli anziani restano senza dubbio la categoria più rappresentativa).
Ciò che accomuna chi ne soffre è la necessità di trovare soluzioni adeguate per gestire questa condizione e migliorare la qualità della propria vita. La difficoltà a percepire suoni e voci, infatti, non è solo un disagio momentaneo, ma può diventare un ostacolo significativo nella comunicazione quotidiana, nel lavoro e nelle relazioni sociali.
In questo articolo analizzeremo
- quali sono le tipologie di ipoacusia
- quali sono i gradi dell’ipoacusia
- quali sono le cause principali dell’ipoacusia
- quali sono le conseguenze dell’ipoacusia sulla vita quotidiana
Tipologie di ipoacusia
Quando si parla di ipoacusia, in realtà, è importante capire a quale tipologia specifica si fa riferimento: a seconda delle diverse aree dell’orecchio o del cervello interessate e a seconda delle cause scatenanti, si possono avere diverse tipologie di calo uditivo.
Una delle forme più comuni è l’ipoacusia neurosensoriale, che deriva da un danno all’orecchio interno o al nervo acustico ed è irreversibile. Può essere causata da invecchiamento, esposizione a rumori intensi, farmaci ototossici o malattie genetiche.
Molto comune è anche l’ipoacusia trasmissiva, che si verifica quando il suono non riesce a raggiungere correttamente l’orecchio interno a causa di un’ostruzione o di un problema nell’orecchio esterno o medio. Nella maggior parte dei casi è temporanea e curabile, intervenendo sulla causa scatenante. Le cause possono essere molteplici, tra cui un accumulo di cerume, infezioni dell’orecchio, perforazione del timpano o anomalie congenite delle strutture uditive.
Infine, esiste l’ipoacusia mista, che combina elementi sia dell’ipoacusia trasmissiva sia di quella neurosensoriale. In questi casi, il paziente può avere difficoltà sia nella trasmissione del suono sia nella sua elaborazione da parte del nervo uditivo.
I gradi dell’ipoacusia
La gravità dell’ipoacusia può variare notevolmente da persona a persona. In base alla perdita uditiva misurata in decibel (dB), si distinguono diversi gradi di ipoacusia:
- Lieve (20-40 dB): difficoltà a percepire suoni deboli e conversazioni sussurrate.
- Moderata (41-70 dB): difficoltà a seguire conversazioni normali, specialmente in ambienti rumorosi.
- Grave (71-90 dB): impossibilità di comprendere la voce umana senza l’uso di ausili uditivi.
- Profonda (>90 dB): incapacità quasi totale di percepire suoni, necessità di impianti cocleari o altri dispositivi avanzati.
Cause principali dell’ipoacusia
Le cause dell’ipoacusia sono molteplici e comprendono sia fattori congeniti che acquisiti. Alcune persone nascono con una predisposizione genetica alla perdita dell’udito, mentre altre sviluppano il problema nel corso della vita a causa di diversi fattori ambientali o patologici.
L’invecchiamento è una delle cause più frequenti: con il passare degli anni, le cellule ciliate dell’orecchio interno, responsabili della trasmissione del suono, si deteriorano progressivamente. Anche l’esposizione prolungata a rumori forti rappresenta una causa comune, soprattutto per chi lavora in ambienti rumorosi come cantieri o discoteche, o per chi utilizza frequentemente auricolari a volume elevato.
Le infezioni dell’orecchio, sia in età infantile che adulta, possono danneggiare le strutture uditive, così come alcune malattie come la meningite, la rosolia o il diabete. Inoltre, alcuni farmaci, detti ototossici, possono avere effetti collaterali dannosi per l’udito.
Conseguenze del calo uditivo sulla vita quotidiana e importanza della prevenzione
L’ipoacusia non è solo un problema fisico, ma ha ripercussioni significative sulla vita quotidiana. La difficoltà a comprendere le conversazioni può portare a isolamento sociale, frustrazione e calo dell’autostima. Chi soffre di perdita uditiva tende spesso a evitare le situazioni sociali per timore di non riuscire a seguire i discorsi, il che può aumentare il rischio di depressione. In ambito lavorativo, le difficoltà di comunicazione possono influire sulla produttività e sulla sicurezza.
Fortunatamente, la prevenzione e il trattamento dell’ipoacusia sono possibili. È importante sottoporsi a controlli dell’udito regolari, soprattutto dopo i 50 anni o se si avvertono i primi segnali di perdita uditiva. Proteggere le orecchie dall’esposizione a rumori forti, limitando il volume degli auricolari e utilizzando protezioni acustiche in ambienti rumorosi, può ridurre il rischio di danni permanenti.
Infine, chi soffre di ipoacusia può trarre grande beneficio dall’uso di apparecchi acustici, che oggi offrono soluzioni tecnologicamente avanzate per migliorare la capacità uditiva e la qualità della vita.
L’ipoacusia è una condizione comune che può avere un impatto significativo sulla vita quotidiana, ma con una diagnosi tempestiva e un percorso di riabilitazione uditiva su misura è possibile gestirla efficacemente. Informarsi, prevenire e intervenire sono i passi fondamentali per garantire una buona salute uditiva e mantenere attiva la comunicazione con il mondo che ci circonda.