I campanelli d’allarme del calo uditivo: 4 segnali da non sottovalutare

Sentire bene è indispensabile per godersi serenamente la propria quotidianità e anche per il benessere generale dell’organismo. Una buona capacità uditiva permette infatti di comunicare con gli altri, di seguire le proprie passioni e di avere una vita attiva; inoltre, ritarda il declino cognitivo e la possibilità di sviluppare forme di depressione. Ecco perché importante fare attenzione a quei piccoli indizi che possono suggerire un principio di ipoacusia, veri e propri campanelli d’allarme del calo uditivo.

Riconoscerli tempestivamente può fare la differenza nel preservare la capacità uditiva e migliorare la qualità della vita. In questo articolo esploreremo quali sono i principali segnali di un possibile deficit uditivo.

1. Difficoltà nel comprendere le conversazioni

Uno dei primi segnali di un calo uditivo è la difficoltà nel seguire le conversazioni, soprattutto in ambienti rumorosi. Oltre a chiedere spesso agli altri di ripetere ciò che hanno detto o ad avere la sensazione che le persone parlino a bassa voce, le persone con problemi uditivi spesso riferiscono di sentirsi affaticate dopo lunghe conversazioni. Questo accade perché il cervello deve lavorare di più per colmare le lacune sonore e interpretare ciò che viene detto, affidandosi anche alla lettura del labiale. L’affaticamento uditivo può portare anche a stress, ansia e tendenza all’isolamento sociale.

I primi suoni a “dare problemi” sono quelli acuti e ad alta frequenza, come il cinguettio degli uccelli, il campanello di casa o le voci di bambini e donne. Se questi suoni iniziano a sembrare più deboli o meno distinti, potrebbe essere un segnale di un problema uditivo iniziale. Inoltre, l’ipoacusia comporta una certa difficoltà nel determinare da dove proviene un suono. Questo può diventare evidente in situazioni quotidiane, come il non riuscire a capire da quale direzione proviene un’automobile o chi ha pronunciato una determinata frase in una stanza affollata.

2. Necessità di aumentare il volume di televisione

Tra i campanelli d’allarme del calo uditivo, la tendenza ad alzare frequentemente il volume della televisione, della radio o dello smartphone rispetto al livello che risulta confortevole per gli altri, è uno dei più diffusi. Questo comportamento può passare inosservato all’inizio, ma può diventare evidente quando amici o familiari segnalano che il volume è troppo alto per loro.

3. Difficoltà nelle conversazioni telefoniche

Molte persone con problemi di udito riscontrano difficoltà nel comprendere le conversazioni al telefono, anche quando il volume è al massimo. Questo accade perché il telefono riduce la gamma di frequenze udibili e non permette di leggere il labiale, che spesso aiuta inconsciamente nella comprensione del parlato.

4. Comparsa di acufeni

In alcuni casi, la comparsa dell’ipoacusia può essere preceduta da quella dell’acufene, ossia la percezione di fischi, ronzii o fruscii in assenza di una fonte sonora esterna che li produca. Sebbene possa avere diverse cause, è spesso associato a una perdita uditiva e rappresenta uno dei campanelli d’allarme del calo uditivo da non sottovalutare.

L’importanza della prevenzione e del controllo uditivo

Riconoscere precocemente questi campanelli d’allarme del calo uditivo è fondamentale per intervenire tempestivamente e prevenire un peggioramento della situazione. La perdita uditiva non trattata può avere un impatto significativo sulla qualità della vita, influenzando le relazioni sociali, la capacità lavorativa e persino la salute mentale.

Se si notano uno o più di questi sintomi, è consigliabile prenotare un controllo dell’udito per una valutazione approfondita. I test uditivi sono semplici, non invasivi e possono fornire indicazioni precise sulla salute dell’udito.

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